giovedì 7 giugno 2012

Aerografo questo sconosciuto

La creazione di questo post nasce dall'esigenza di concentrare in un solo posto le risposte alle domande che la gente mi pone in altri luoghi maledetti.

- Come è fatto.
Il seguente schema tecnico è sufficientemente esplicativo. Se non lo capite non disperate, sapere come funzionano le cose non è necessario, tutti sapete usare un frigorifero no?


- Come funziona.
Per quello che vi serve sapere, il funzionamento dell'aeropenna è molto semplice, mettete il colore nel recipiente, attaccate il compressore dall'altra parte e premete il tasto, inizierà ad uscire l'aria. Più premete più aria uscirà. Spostando la levetta verso di voi (si, sempre con lo stesso dito, richiede un po' di pratica) potrete gestire la quantità di colore da mischiare all'aria. Questo è quanto.

- Quale comprare
Esistono decine di marche di aerografi, dalle cinesate a 30€ agli Iwata, passando per gli Olympos. LA differenza, chiaramente, oltre che nel prezzo è nella qualità dei materiali e nella precisione usata per la costruzione.
Per chi inizia la cinesata, nonostante il prezzo possa sembrare invitante, non va bene. E' impreciso, solitamente con ugelli troppo grossi ed ha una resa ridicola, aggiungiamo anche il fatto che i rompe.
Gli Iata, per contro son dei signori strumenti, ma sono cari come il fuoco, dopotutto conta molto la capacità dell'utente rispetto la qualità dello strumento. Io ho sempre aquistato Olympos, mi sono sempre trovato bene (per quanto riguarda il mio utilizzo) e li reputo indistruttibili.
Vale lo stesso discorso usato per le fotocamere, se sei incapace, puoi prendere anche una Nikon D800 con millemila euro di ottica ma farai sempre foto schifose. Se sai cosa stai facendo anche una D3200 fa il suo sporco lavoro. Le cinesate equivalgono alle compatte.
Veniamo ai costi ed agli accessori l'aeropenna (decente) con ugello 0.2 si aggira intorno ai 130€. Chiaramente non funziona senza un compressore, qui le scelte sono due, o un compressore dedicato (dai 200€ in su) oppure un compressore "da metalmeccanico" basta che abbia regolatore di pressione e filtro anticondensa. Questi due accessori sono essenziali per, nell'ordine, evitare che l'aerografo vi esploda in mano ed evitare che l'acqua di condensa entri nella penna rovinando il colore (anche perché non diluirete con acqua). Personalmente uso un compressore silenziato ad olio da 200 litri. Solo perché mio padre ha l'hobby del bricolage.
Un ultima cosa, riguardo al modello da scegliere, con serbatoio fisso o removibile. Io propendo per quest'ultimo per vari motivi, il più evidente: è orientabile e spesso vi troverete a lavorare in posizioni parecchio scomode. Inoltre spesso è più capiente e più comodo da pulire.

- Primer
Con l'aerografo non si usa il primer. Dipende.
Dipende da che colori usate e quanto li mescolate, dipende sopratutto dal materiale sul quale state aerografando.
Piombo/peltro: Primer
Resina: Primer
Plastica: Colore più denso.
Il trucco, sopratutto sulla plastica è dare una prima mano di colore più denso (ma non troppo se no si intasa) e non sbatterlo in giro (il modello), tra l'altro ricordo che l'aerografo forma una pellicola di colore acrilico che non si aggrappa alla plastica come uno smalto di conseguenza se incollate con cianoacrilato du pezzi dipinti il cianoacrilato si aggrapperà al colore e non al pezzo, è sempre meglio carteggiare le parti da incollare e rimuovere la vernice.
Come consiglio il Tamiya super fine grigio chiaro, se volete risparmiare va bene un qualsiasi primer grigio comprato in colorificio o il Chaos Black spray della GW. Il Tamiya è meglio, parecchio. Il vantaggio del Chaos Black spray è che se partite da base nera date una mano di colore in meno questo migliora la resa finale del modello.

- Miscelare il colore.
Ok, avete acquistato l'aerografo, avete i vostri bei colori davanti a voi ed un modello da dipingere. Come fare? Dipende (mica tanto) dal colore che state usando. Per questioni personali (come dice un amico siculo "mi fa fatica"), prenderò in considerazione solo gli acrilici più comuni, Vallejo e Citadel/GW.
Non si diluiscono con l'acqua, ripetetelo almeno trenta volte.
Il colore, nell'aeropenna deve fluire bene, si usano specifici "diluenti" per aerografo, io uso da anni il Tamiya (anche per diluire i colori da dare a pennello) che fondamentalmente è alcool isopropilico, senza tirare in ballo la mia laurea in alchimia: l'alcool ha una tensione superficiale inferiore all'acqua ed evapora (asciuga) prima).
Ora che avete scoperto le meraviglie della chimica passiamo alle quantità, procederò con esempi di massima, giusto per darvi un'idea, ovviamente è tutta una questione di occhio.
Fondo per tiranidi: 10 gocce di Skull White, 1 goccia di Bleached Bone, 15 gocce di diluente.
Copertura schiene tiranidi: 10 gocce di Hormagaunt Purple (foundation), 20 gocce di diluente.
Come potete notare l'utilizzo di colori più densi obbliga ad una diluizione superiore, l'ugello è piccolo, il colore deve fluire bene.
Un'eccessiva diluizione non solo farà scivolare il colore dal pezzo, creerà anche delle orribili gocce di pigmento, increspature o aloni rimovibili solo con la carta vetrata (finissima).
L'unico modo è fare dell prove finchè non si arriverà a capire qual'è la "sensazione" giusta che deve dare il colore prima di essere applicato.

- Utilizzo.
Questa è la parte facile. Puntare lateralmente al pezzo da dipingere, preme la levetta, tirare indietro la levetta dolcemente, una volta uscite le prime gocce dirigere il getto sul modello. Non pretendete di fare tutto subito, per ora premetelo a fondo e cercate di prendere confidenza con la regolazione del colore, per la regolazione della pressione al massimo agite sul manometro del compressore (ricordo che per un utilizzo ottimale a pressione di uscita dev'essere di 2 bar e non superare i 3 bar).

- Mascherini.
In aerografia sono la base. Un aeropenna è precisissima ma non traccia (a causa del suo stesso funzionamento) linee nette, sono sempre un po' sfumate ai bordi.
Così è.
Come ovviare al problema? Con un po' di tutto, pezzi di cartoncino, o di plastica di varie forme o tagliate su misura (addirittura per certi effeetti incrociati uso un pettine) da poggiare a contatto con la superficie.
Chiaramente questo vale prevalentemente per le superfici piatte.
Mascherare un carro armato risulta un po' (poco) più complesso.
Io uso uno scotch Tamiya (che ci devo fare, me li regalano), creato appositamente per questo, attacca solo leggermente alla vernice e si rimuove che è una meraviglia, vi sono foto sparse sul blog che illustrano come posizionarlo. Ottenere buoni risultati con i mascherini richiede pazienza e... pazienza.

- Manutenzione
Avete finito di dare un ottimo fondo Titillating Pink e dovete passare al bianco, che fare?
Acqua. Smontate il serbatoio, pulitelo bene con una goccia di sapone per mani, sciacquatelo e riempitelo d'acqua, spruzzate tutto un serbatoio d'acqua (magari aumentando temporaneamente la pressione a 3 bar) e cambiate colore.
Ricordatevi sempre che prima di riporlo dovrete smontarlo e pulirlo, sopratutto l'ago il quale è soggetto a fastidiose incrostazioni che possono bloccarlo del tutto. Un trucco, per velocizzare il tutto è spruzzare dello Chantecler nel serbatoio e scaricare l'aeropenna. Questo non toglie che debba successivamente essere smontato ed asciugato. Prima di riporlo è uso (mio) dare una spruzzata di diluente Tamiya, giusto per essere sicuri.
Ultimamente ho acquistato un pulitore ad ultrasuoni, devo dire che funziona dopo la prima passata, la quantità di "fanghiglia" depositata nel contenitore era a dir poco spaventosa. Il pulitore ad ultrasuoni è una scelta da pigri, ma vale tutto quello che spendete.

Spero vi sia utile.
K.

Nessun commento:

Posta un commento